logo homepage sopra 3
 

 

LA FONDAZIONE ANIA

28.02.12 Posted in FONDAZIONE ANIA

ICARo, insieme per l'educazione stradale

ania 200Gli incidenti stradali sono considerati troppo spesso, da molti, una fatalità, un inevitabile corollario di un sistema di mobilità fortemente dipendente dall'automobile.

Nella sostanza un prezzo da pagare al progresso.

Non è così. Gli incidenti non sono frutto del caso, ma nell''80% dei casi dipendono dal comportamento umano e nel 20% dalle infrastrutture.

La Fondazione ANIA per la sicurezza stradale è nata nel 2004, per volontà delle Compagnie di Assicurazione con l'obiettivo di contribuire a ridurre numero e gravità degli incidenti.

Una missione che ha, innanzitutto, un forte valore sociale e che, poi, persegue l'obiettivo fissato dall'Unione Europea di diminuire di un ulteriore 50% le vittime di incidente stradale entro il 2020.

La Fondazione ANIA, in questi anni, si è resa protagonista di varie iniziative e progetti, molti dei quali rivolti ai giovani, con lo scopo di portare avanti un massiccio programma di education dei guidatori. Il modello adottato ha previsto l'impegno e la collaborazione di Istituzioni e Società civile e ha dimostrato che ridurre l'incidentalità stradale è possibile.

I giovani sono la categoria di utenti che fa registrare più incidenti. Le ragioni di un andamento così preoccupantesono, soprattutto, connesse all'età dei conducenti, alla scarsa conoscenza del Codice della Strada e delle norme della sicurezza stradale, all''inesperienza, alla sottovalutazione dei rischi collegati alla guida, al minor senso di responsabilità dei ragazzi, al bisogno di sperimentare emozioni forti.

Conoscere i pericoli della strada, fare esperienza vuol dire essere meno esposti ai rischi d'incidente. Per conoscere i pericoli bisogna diffondere la cultura delle regole attraverso una sistematica opera educativa. Nel nostro Paese, l'insegnamento dell'educazione stradale, pur essendo stato normativamente previsto nel Codice della Strada sin dal 1992, , ha avuto un'attuazione limitata. In particolare, non è caratterizzato dalla "continuità", intesa come previsione di percorsi organici di formazione che accompagnano la progressione scolastica degli alunni sia all'interno di ciascun ciclo di studi, sia nel raccordo tra i diversi gradi d'istruzione.

Per questo il progetto ICARO, fortemente voluto dalla Polizia Stradale, è stato immediatamente sostenuto dalla Fondazione ANIA che lo ha ritenuto in grado di arrivare agli studenti con formule comunicative nuove e incisive. In particolare, il modello degli spettacoli teatrali con il filo conduttore della sicurezza stradale, ha portato innovatività nel linguaggio e nel modo di comunicare che dieci anni fa erano impensabili.

Nel corso degli anni il progetto ICARO è stato affinato e, grazie al contributo di esperti e all'esperienza comunicativa/formativa dell'Università (la cattedra di Psicologia dell'Università La Sapienza), ha fornito gli strumenti di formazione di base sui temi della sicurezza ed incidentalità stradale per il corpo docente e e per gli operatori di Polizia chiamati, come esperti esterni, ad interagire nelle classi con i ragazzi.

ICARO ha saputo superare le difficoltà di catturare l'attenzione degli adolescenti da parte dei formatori che, invece, con i giusti messaggi, hanno stigmatizzato i comportamenti di chi, per età, mette in atto atteggiamenti trasgressivi e di contestazione delle regole.

ICARO ha fornito gli strumenti (libri, cd, schede di esercitazione) per l'insegnamento dell'educazione stradale alle varie fasce d'età della scuola primaria e secondaria.

ICARO, inoltre, tramite il concorso, ha permesso di conoscere il fenomeno della sicurezza stradale secondo la visione dei ragazzi.

L'importanza di questa iniziativa ed il suo valore sono stati certificati dalla Commissione Europea con il progetto ICARUS (Inter Cultural Approaches for Road Users Safety), che ha consentito di diffondere questa best practice italiana nei Paesi dell'Unione.

Per la Fondazione ANIA aver contribuito al successo di Icaro e continuare ad essere uno dei partner principali di questo progetto è motivo di orgoglio.